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LA STORIA

Zuppa povera, consumata dai butteri (pastori a cavallo della Maremma) quando trascorrevano lunghi periodi lontano da casa per pascolare il gregge. Le sue origini risalirebbero addirittura alla civiltà etrusca, ma per conprendere a fondo l'essenza bisogna pensare proprio ai selvaggi terreni della Toscana: qui i mandriani raccoglievano le erbe che la terra donava loro, le facevano bollire e aggiungevano un soffritto di cipolla e nei migliori casi un pò di lardo. Con questa minestra facevano poi ammorbidire il pane raffermo, che portavano sempre con sé. La ricetta variava in base al periodo dell'anno utilizzando diversi ingredienti a seconda della stagione. Talvolta i mandriani si concedevano il "lusso" di aggiungere un pò di carne o baccalà secchi oltre alla verdura. L'acquacotta non era consumata solo dai mandriani, ma era diffusa anche nelle abitazioni della Maremma e della Tuscia (zona corrispondente all'alto Lazio) dove le massaie utilizzavano le verdure coltivate nel proprio orto e arricchivano la minestra con le uova.

Ingredienti per 4 persone

  • 320  gr riso carnaroli

  • 200  gr misto di verdure (zucchine,peperoni,melanzane,piselli freschi,broccolo romanesco)

  • 120  gr formaggio di capra cremoso

  •   10  nr basilico in foglie

  •     8  nr melanzana fetta sottile  

  • q.b.cipolla,burro,olio extravergine

  • q.b.vino bianco 

Ingredienti per 4 persone

  • 360 gr paccheri di Gragnano

  • 200 gr melanzana 

  • 120 gr ricotta salata/affumicata

  • 500 gr pomodoro fresco

  • q.b.basilico fresco,olio extravergine,sale,pepe