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Di probabile origine rinascimentale, epoca in cui nei banchetti si abbinava il gusto dolce a quello salato e il servizio di credenza, una sorta di buffet d’antipasti, comprendeva dolcetti di vario tipo. 
Il "dolceforte", più che una ricetta era da considerarsi una salsa d’accompagnamento, unita a metà cottura ad animali come lepre o cinghiale preparati in umido. 
Questa salsa veniva preparata con panforte e cavallucci tritati, cioccolata fuso nel burro, uvetta sultanina, pinoli e noci spezzettati, il tutto innaffiato con aceto e fatto cuocere, prima di essere unito alla carne. 
Per chi amava particolarmente i contrasti, la salsa era aggiunta solo a cottura ultimata, per mantenere più integri e decisi i sapori dolci. 
Prima dell’arrivo dalle Americhe della cioccolata, il dolceforte prevedeva al suo posto il miele. 
Tolte le nonne che ancora sanno realizzare questa ricetta di festa, sono rari i contemporanei che hanno avuto la fortuna di assaggiare il dolceforte all'interno delle mura domestiche.
 
Ingredienti
 
(Dose per 4 porzioni)
1kg polpa di cinghiale - 2 fette di prosciutto - cipolla, carota, sedano - alloro - 50g cioccolata fondente - 30g pinoli - 60g uvetta e frutta candita - 50g zucchero - 1 cucchiaio di farina - noce moscata - 2 chiodi di garofano - ½ bicchiere d’aceto - brodo - vino rosso - olio extra vergine d’oliva - sale - pepe

Preparazione

Tagliare il cinghiale a pezzi e metterli a marinare nel vino con un po’ di aceto e qualche foglia di alloro per tutta una notte. Soffriggere il prosciutto, la cipolla, il sedano e la carota tritati quindi scolare il cinghiale dal vino e rosolarlo nel soffritto. Salare, pepare e cospargere con la farina. Sfumare con il vino rosso ed aggiungere il brodo necessario per ultimare la cottura. Preparare nel frattempo il “dolceforte” mescolando il cioccolato grattato, l’uvetta, i pinoli, i canditi, le spezie lo zucchero e l’aceto. Quando il cinghiale sarà pronto versare questo condimento e far bollire per qualche minuto.